Social Media Manager, impariamo a riconoscerlo

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Social Media Manager, impariamo a riconoscerlo

Creatività, propensione all’analisi e all’ascolto. Tutto quello che c’è da sapere sulle attività di un vero Social Media Manager
Social Media Manager
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“Social media coso”, “smanettone”, “mio cugino”, sono solo alcuni dei modi ( i più gentili) con cui viene generalmente chiamata la persona che fisicamente si occupa di gestire la comunicazione web e social di un’azienda, di un brand, di un servizio, un prodotto o dell’attività di vostro cugino.

Gettonatissimo nell’ambiente creativo digital e aziendale, guardato con sospetto dall’area marketing, invidiato dall’area commerciale e studiato dalle HR. Di chi stiamo parlando? Del Social Media Manager.

Figura non più nuova ormai da diversi anni, non è “quello che sta su Facebook” ma colui che ha in mano come fosse plastilina la web reputation di un’azienda. È colui che crea strategie digitali con l’obiettivo di migliorare la brand awareness, creare engagement e fidelizzare gli utenti favorendo il processo di conversione.

Dall’animo creativo ma con una forte propensione all’analisi, il Social Media Manager monitora, ascolta, crea, analizza e spesso coordina una squadra. Non siamo stati abbastanza convincenti? Passiamo ai numeri allora.

Sono circa 2.307 miliardi gli utenti attivi sui social network. Le aziende hanno iniziato a capire che i propri potenziali clienti sono li. Circa l’80% delle piccole e medie imprese, infatti, utilizza regolarmente i social media nelle proprie digital strategy e il 94% di queste lo fa per incrementare il proprio business.

Le fanpage aziendali, di brand, o prodotti sono circa 50 milioni e ogni mese in questi spazi di conversazione virtuale si muovono oltre 2,5 miliardi di commenti e reactions. È un settore in continua evoluzione e il Social Media Manager lo sa bene.

Cosa fa il Social Media Manager?

Vediamo insieme quai sono le principali attività di un Social Media Manage

1.Social Media Mangement. E qui si apre un fantastico mondo. I social network sono il pane quotiano di un qualsiasi Social Media Manager. È necessario conoscerli, saperli utilizzare, saperli inserire in una Social Media Strategy, seguirne gli aggiornamenti e studiarne i punti di forza e i punti di debolezza. Il nostro Social Media Manager in questa fase studia, analizza, pianifica e mette a punto un piano d’azione (Social Media Strategy).

2. Social Media Audit: è l’attività di ascolto e analisi della reputation di un’azienda, di un brand, di prodotto sul web. È necessario capire come l’azienda o il brand si sta muovendo sui social, chi, dove e come ne sta parlando, cosa stanno facendo i competitor. È lo step da cui partire.

3. Social Media Strategy. È il piano operativo. Il social Media Manager con o senza un team di collaboratori identifica gli obiettivi da raggiungere, le azioni da mettere in campo, gli strumenti da utilizzare, pianifica le verifiche, stabilisce ruoli e tempi.

4. Social Media Consulting. Al Social Media Manager può essere affidata la completa gestione della social media strategy o solo alcune parti. Può essere una figura in house, o un collaboratore esterno.

5. Social Media Advertising: Se non si investe denaro i social network sono giocattoli. Il traffico organico non è sufficiente se si hanno obiettivi di business. È necessario investire in advertising. Il Social Media Manager si occuperà di creare e gestire le campagne a pagamento per il raggiungimento di obiettivi stabiliti nella social media strategy.

6. Content creation e curation. È la vera parte di contenuto, è quello che concretamente viene offerto agli utenti, è quello che davvero può fare la differenza. Siamo nell’era del content marketing, il diretto discende del caro vecchio inbound marketing. Attrarre gli utenti, fidelizzarli proponendo loro contenuti interessanti e di qualità è per il Social Media Manager la vera e (quasi) sola merce di scambio.

7. Workshop e speaking. Il Social Media Manager si trova spesso a partecipare a incontri di settore dove parla del proprio lavoro, si confronta con colleghi e influencer, è il networking. Può essere prestato al mondo della formazione e contribuire alla formazione di giovani leve del mondo social o formare team aziendali.

8. Lavora anche da freelance. A questo ultimo aspetto si dovrebbe dedicare un libro intero. Figura intermedia, sovrapponibile o del tutto distante dal consulente. Il freelance può lavorare più o meno stabilmente con una stessa azienda, anche al suo interno, o dedicarsi indipendentemente a più clienti nello stesso momento.

La scelta di lavorare come consulente freelance è dettata spesso dai più svariati motivi, molto spesso il principale è la maggiore autonomia organizzativa, la libertà di scegliersi i propri clienti e dedicarsi a più attività contemporaneamente.

Aprile 2016 | © Angela Sorbo - ninjamarketing.it

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