Social media in Italia: crollano Google+ e Twitter, esplode Snapchat

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Social media in Italia: crollano Google+ e Twitter, esplode Snapchat

Anche in Italia Facebook è il social media per antonomasia, mentre crollano Twitter e Google+, che rimane secondo per diffusione. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Cosenza
Social Media
iconografia Vincenzo Cosenza
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La Total Digital Audience fornita da Audiweb e Nielsen comprende gli accessi ai social media fatti da fisso e da mobile, epurando i numeri dalle sovrapposizioni. C’è un asse di scostamento di cui tenere conto, come sottolinea Vincenzo Cosenza sul proprio blog. Per le connessioni da fisso si considera un pubblico che parte dai 2 anni di età, mentre per quelle da mobile la fascia è definita tra i 18 e i 74 anni. “Un grande problema di Audiweb è quello di non riuscire a catturare i comportamenti dei minori da mobile, questo rende in dati meno precisi”, dice il social media strategist di Blogmeter.

Un problema tecnico che comporta differenze palesi soprattutto per i grandi numeri. Secondo Menlo Park, gli italiani che accedono a Facebook su base mese sono 27 milioni, stando ai dati Audiweb sono poco più di 23,5 milioni (24,6 milioni durante il solo mese di dicembre 2015). Altre differenze, questa volta non misurabili, sono con ogni probabilità da addebitare a Snapchat che è cresciuto del 151%, percentuale orfana di quei tanti giovanissimi che si collegano da mobile.

Lo stesso vale per Twitter e Instagram.

Facebook negli ultimi due anni ha perso aficionados e Cosenza interpreta questi dati come un normale assestamento, soprattutto considerando che è il social media su cui passiamo più tempo, ben 12 ore al mese.

Instagram cresce del 14% rispetto al 2014 e, con 8 milioni di utenti, supera i 6,4 milioni di utenti attivi Twitter (in calo del 28%). Crescono sia Tumblr (+20%) sia Pinterest (+15%) mentre LinkedIn perde il 16% di audience.

Google+, pur restando il secondo social media, perde il 22% di accessi. “Brin e Page non hanno mai creduto fino in fondo nel progetto, ed è diventato un network di interessi e gruppi”, continua Cosenza.

Ogni mese passiamo 12 ore e 20 minuti su Facebook, seguito a distanza siderale da Snapchat, ibrido tra instant messenger e social media, al quale dedichiamo 2,5 ore. “Sono dati utili a capire le logiche di comunicazione utili anche agli sforzi di marketing”, conclude Cosenza. Il futuro, appare chiaro, è difficilmente prevedibile. “L’unica certezza è Facebook, destinato a rimanere a lungo”.

Aprile 2016 | © Giuditta Mosca - wired.it

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