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OpenAI porta in Europa l’agente che usa il computer in autonomia

Codex può navigare sul web, aprire app e interagire con Windows e macOS con autorizzazioni dedicate

OpenAI porta in Europa l’agente che usa il computer in autonomia

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OpenAI porta in Europa computer use, la modalità che permette a Codex di usare il computer in autonomia

OpenAI rende disponibile anche in Europa la modalità computer use, una funzione che permette al suo agente basato su intelligenza artificiale di interagire direttamente con il computer dell’utente. Dopo il primo annuncio globale, che inizialmente aveva escluso l’Unione Europea, lo strumento arriva ora anche nel vecchio continente e nel Regno Unito.

La novità riguarda Codex, nato come sistema pensato per aiutare gli sviluppatori nella scrittura e nell’automazione del codice, ma progressivamente trasformato in un agente capace di muoversi tra cartelle, applicazioni e interfacce digitali. In pratica, l’intelligenza artificiale non si limita più a suggerire operazioni, ma può eseguirle in autonomia, sempre entro i limiti delle autorizzazioni concesse dall’utente.

Cos’è la modalità computer use

La modalità computer use consente all’agente di usare il computer in modo simile a una persona davanti allo schermo. Il sistema può muovere il cursore del mouse, cliccare sui pulsanti, aprire finestre, compilare campi di testo e interagire con i programmi installati.

La funzione è disponibile sia su Windows sia su macOS, ampliando le possibilità operative di Codex anche fuori dall’ambiente strettamente legato allo sviluppo software. Questo significa che l’agente può essere impiegato per attività più pratiche, come navigare sul web, aprire applicazioni e completare passaggi che richiedono l’uso di interfacce grafiche.

Da assistente per sviluppatori ad agente operativo

All’inizio Codex era associato soprattutto alla scrittura di codice e al supporto per programmatori. La sua evoluzione, però, mostra una direzione diversa, più vicina agli agenti digitali capaci di eseguire compiti complessi in modo guidato ma autonomo.

Il passaggio è rilevante perché sposta l’intelligenza artificiale da un ruolo prevalentemente consultivo a un ruolo operativo. Non si tratta più soltanto di chiedere a ChatGPT come svolgere un’attività, ma di affidare a un agente alcuni passaggi pratici, dalla gestione di file fino all’interazione con applicazioni e pagine web.

Navigazione web e utilizzo delle applicazioni

Una delle novità più evidenti è la possibilità per Codex di aprire Chrome, navigare sul web e completare operazioni online. L’agente può quindi replicare alcune azioni tipiche di un utente umano, come cercare informazioni, accedere a pagine, selezionare elementi e digitare testo.

Questo scenario apre prospettive interessanti, ma anche delicate. Un agente che usa il computer può semplificare attività ripetitive o tecniche, ma deve essere gestito con attenzione, soprattutto quando interagisce con ambienti in cui possono comparire dati personali, documenti riservati o credenziali di accesso.

Autorizzazioni separate per ogni programma

Per ridurre i rischi, OpenAI ha previsto un sistema di autorizzazioni individuali. L’utente deve concedere il permesso per ogni singolo programma che l’agente intende utilizzare. Questo passaggio serve a evitare che l’intelligenza artificiale abbia accesso indiscriminato a tutte le applicazioni presenti sul computer.

La scelta è importante perché la modalità computer use può trovarsi davanti a informazioni sensibili. Se sullo schermo compaiono password, documenti privati o dati aziendali, il controllo sulle autorizzazioni diventa una misura necessaria per limitare possibili esposizioni involontarie.

Codex lavora in primo piano

Un altro elemento da considerare riguarda il modo in cui Codex opera durante l’attività. L’agente viene eseguito in primo piano, quindi mentre sta lavorando l’utente non può usare normalmente il computer senza interrompere il flusso dell’intelligenza artificiale.

Questo limite rende più chiaro il tipo di utilizzo previsto. Non siamo davanti a un processo invisibile che lavora sullo sfondo, ma a un sistema che prende temporaneamente controllo dell’interfaccia, mostrando ciò che sta facendo. Da un lato può sembrare meno comodo, dall’altro aumenta la possibilità di osservare e bloccare l’azione se qualcosa non convince.

Il controllo tramite smartphone

La gestione delle attività può avvenire anche attraverso l’app mobile di ChatGPT. Lo smartphone diventa così una sorta di centro di controllo, utile per avviare, seguire e monitorare le operazioni che Codex esegue sul computer remoto.

Questa funzione può risultare pratica quando si vuole controllare un’attività a distanza, verificando l’avanzamento senza restare fisicamente davanti al computer. Allo stesso tempo, conferma l’idea di un ecosistema sempre più integrato, in cui intelligenza artificiale, desktop e dispositivi mobili lavorano nello stesso ambiente operativo.

Il rapporto con le regole europee sull’IA

Il rilascio in Europa arriva dopo il sostegno di OpenAI al codice di condotta dell’Unione Europea sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Questo passaggio non è secondario, perché le nuove capacità operative degli agenti IA devono confrontarsi con un quadro normativo europeo più attento alla sicurezza, alla trasparenza e alla responsabilità.

L’arrivo della modalità computer use nel mercato europeo segnala quindi anche un adattamento al contesto regolatorio dell’Ue. Le funzioni più avanzate possono essere distribuite, ma devono essere accompagnate da controlli, autorizzazioni e strumenti che rendano più chiaro cosa l’agente può fare e con quali limiti.

Una nuova fase per gli agenti IA

La possibilità di far usare il computer a un’intelligenza artificiale segna un passaggio importante nello sviluppo degli agenti digitali. Il punto non è soltanto automatizzare un comando, ma permettere a un sistema di muoversi dentro ambienti pensati per gli esseri umani, con finestre, pulsanti, browser e applicazioni.

È una trasformazione che può cambiare il rapporto tra utente e software. Finora molte attività digitali richiedevano istruzioni manuali, passaggi ripetitivi e attenzione costante. Con strumenti come Codex, una parte di queste operazioni potrebbe essere delegata, a condizione che il controllo dell’utente resti chiaro e sempre recuperabile.

Opportunità e cautele per gli utenti

L’arrivo di Codex con computer use può semplificare attività quotidiane, soprattutto per chi lavora con molte applicazioni, file, procedure online o strumenti tecnici. L’automazione può ridurre tempi morti, errori ripetitivi e passaggi meccanici.

Allo stesso tempo, il tema della sicurezza resta centrale. Un agente che vede lo schermo e interagisce con le applicazioni deve essere usato con consapevolezza. Le autorizzazioni, il lavoro in primo piano e il controllo da mobile sono strumenti utili, ma la responsabilità finale resta legata alla scelta dell’utente di cosa consentire e cosa bloccare.


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18 Giugno 2026
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