L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Suno Inc., società statunitense che offre un servizio di intelligenza artificiale generativa specializzato nella creazione di musica. Al centro del procedimento ci sono alcune clausole dei Termini di servizio della piattaforma che, secondo l’Antitrust, potrebbero determinare uno squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi dell’azienda e quelli dei consumatori.
L’Antitrust esamina i Termini di servizio di Suno
Il procedimento è stato annunciato il 6 ottobre 2026 e riguarda possibili profili di vessatorietà ai sensi dell’articolo 33 del Codice del consumo. L’Autorità non ha quindi ancora stabilito che le clausole siano illegittime, ma ha aperto una fase istruttoria destinata a valutarne compatibilità e conseguenze per gli utenti italiani.
L’attenzione riguarda diversi aspetti del rapporto contrattuale, dalle modifiche delle condizioni del servizio alla gestione degli account, passando per responsabilità, copyright e strumenti previsti per risolvere eventuali controversie.
Modifiche al servizio, prezzi e cancellazione degli account
Uno dei punti contestati riguarda la discrezionalità che i Termini di servizio attribuirebbero a Suno nel modificare unilateralmente contratto, caratteristiche del servizio e prezzi degli abbonamenti.
Secondo l’Autorità, le condizioni consentirebbero inoltre alla società di sospendere, disabilitare o cancellare un account e i relativi contenuti in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione e senza preavviso. L’istruttoria dovrà stabilire se questa impostazione determini uno squilibrio eccessivo a danno del consumatore.
L’AGCM segnala anche clausole che estenderebbero l’accettazione dell’utente a condizioni ulteriori non necessariamente conoscibili al momento della sottoscrizione e disposizioni che limiterebbero in termini molto ampi la responsabilità della società.
Il nodo dei diritti d’autore sui contenuti
Particolare attenzione viene riservata alla disciplina della proprietà intellettuale. Nei Termini di servizio Suno gli utenti concedono alla piattaforma una licenza molto ampia sui contenuti caricati o utilizzati nell’ambito del servizio.
Secondo l’Antitrust, l’oggetto della licenza sarebbe eccessivamente generico e onnicomprensivo. L’Autorità contesta inoltre la previsione con cui l’utente rinuncerebbe ai cosiddetti diritti morali eventualmente collegati ai contenuti.
Si tratta di un punto particolarmente significativo nel contesto italiano. L’articolo 20 della legge sul diritto d’autore stabilisce infatti che l’autore conserva, indipendentemente dai diritti di utilizzazione economica e anche dopo la loro cessione, il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a determinate modificazioni che possano danneggiarne onore o reputazione.
Arbitrato negli Stati Uniti e rinuncia alle azioni collettive
Un altro fronte dell’istruttoria riguarda le modalità previste per la soluzione delle controversie. I Termini di servizio di Suno comprendono un accordo per il ricorso all’arbitrato individuale e prevedono limitazioni alla possibilità di partecipare ad azioni collettive.
Le condizioni indicano inoltre il Massachusetts come riferimento per la legge applicabile e, per le controversie non soggette ad arbitrato, attribuiscono competenza esclusiva ai tribunali statali e federali dello stesso Stato, nei limiti consentiti dalla legge.
Per l’Antitrust, l’insieme di queste disposizioni deve essere valutato considerando la posizione dei consumatori che utilizzano il servizio in Italia e le tutele riconosciute dall’ordinamento nazionale.
Suno e una nuova generazione di piattaforme musicali
Suno appartiene a una categoria di servizi di intelligenza artificiale che permette agli utenti di generare brani musicali attraverso indicazioni testuali e altri strumenti creativi. La diffusione di queste piattaforme sta introducendo nuovi modelli di produzione e utilizzo della musica, ma anche nuovi rapporti contrattuali tra utenti e fornitori dei sistemi.
La questione sollevata dall’AGCM non riguarda quindi la tecnologia utilizzata per generare musica in sé, ma le condizioni attraverso le quali il consumatore accede alla piattaforma e concede determinati diritti sui propri contenuti.
Proprio la combinazione tra servizi digitali, contenuti generati attraverso l’intelligenza artificiale e proprietà intellettuale rende il procedimento particolarmente interessante anche oltre il caso specifico di Suno.
La consultazione pubblica prevista dall’Autorità
Il procedimento proseguirà con una consultazione pubblica. L’Antitrust ha annunciato che il relativo testo sarà pubblicato nella sezione dedicata del proprio sito nelle settimane successive all’avvio dell’istruttoria.
Potranno partecipare associazioni di categoria rappresentative dei professionisti, camere di commercio e loro unioni interessate alle clausole oggetto del procedimento, oltre alle associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale previste dal Codice del consumo.
La consultazione consentirà quindi di raccogliere osservazioni da soggetti con esperienza nei settori coinvolti prima delle successive valutazioni dell’Autorità.
Un caso che riguarda il rapporto tra IA e consumatori
L’istruttoria su Suno mette in evidenza un aspetto destinato ad assumere crescente importanza con la diffusione dei servizi di intelligenza artificiale generativa. Accanto alle capacità tecnologiche delle piattaforme diventano centrali anche le condizioni contrattuali che regolano account, abbonamenti, contenuti prodotti dagli utenti e diritti di proprietà intellettuale.
L’esito del procedimento dovrà stabilire se le clausole esaminate rispettino le tutele previste per i consumatori. Fino alla conclusione dell’istruttoria, le osservazioni formulate dall’AGCM rappresentano contestazioni da verificare e non un accertamento definitivo di vessatorietà.
07 Ottobre 2026
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