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Satelliti europei e sicurezza, la sfida dell’autonomia strategica

L’Unione europea accelera sulle comunicazioni satellitari sicure per rafforzare autonomia e sicurezza strategica

Satelliti europei e sicurezza, la sfida dell’autonomia strategica

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Da Govsatcom a Iris2, la roadmap europea verso una rete satellitare sovrana e sotto controllo comunitario

L’Unione europea accelera sul fronte dello spazio con un obiettivo chiaro: garantire comunicazioni satellitari sicure e sotto controllo europeo. Una strategia che intreccia difesa, tecnologia e autonomia strategica, e che punta a ridurre le dipendenze esterne in un settore sempre più sensibile.

Una rete satellitare per comunicazioni sovrane

Nel suo intervento alla European Space Conference di Bruxelles, il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha delineato il progetto di una rete di satelliti pensata per offrire agli Stati membri comunicazioni satellitari sovrane, sicure e criptate. Un sistema destinato a essere gestito in Europa e sotto pieno controllo europeo, con un percorso articolato in tre fasi progressive.

Govsatcom, il primo passo è già operativo

La prima fase è già realtà. Pochi giorni fa sono infatti partite le operazioni di Govsatcom, il programma che mette in comune risorse satellitari nazionali e pubbliche già esistenti. Attualmente, come spiegato da Kubilius, otto satelliti provenienti da cinque Paesi stanno già fornendo servizi di comunicazione militari e governative, sicure e criptate, rappresentando un primo nucleo concreto di cooperazione europea nello spazio.

Il 2027 e l’ampliamento della copertura globale

La seconda tappa è fissata per il 2027 e prevede un salto di qualità importante. L’obiettivo è ampliare copertura e banda per arrivare a una dimensione globale, acquistando capacità aggiuntive da partner commerciali selezionati. Una scelta che punta a coniugare flessibilità tecnologica e ulteriori livelli di sicurezza, mantenendo però una governance europea.

Iris2, la costellazione europea del 2029

Il passaggio più atteso è previsto per il 2029 con l’entrata in funzione di Iris2, la costellazione satellitare dell’Unione europea pensata anche come alternativa a Starlink di Elon Musk. Secondo il commissario, l’attivazione delle frequenze militari in banda Ka rappresenta un segnale concreto dei progressi del progetto e del valore del partenariato pubblico-privato, che consente di sfruttare satelliti già esistenti dei partner industriali.

Indipendenza strategica e attenzione italiana

Questa roadmap rafforza il tema dell’indipendenza strategica europea, attirando anche l’interesse di governi nazionali come quello italiano. Sul punto è intervenuto Nicola Zingaretti, capodelegazione del Partito democratico al Parlamento europeo, sottolineando come l’accelerazione di Iris2 rappresenti “un passo decisivo per la sicurezza dell’Unione europea” e una scelta politica capace di incidere sul futuro.

Verso un comando spaziale europeo virtuale

La visione europea sullo spazio non si limita alle comunicazioni. Kubilius ha rilanciato l’idea di una partnership tra comandi spaziali nazionali, evidenziando l’assenza di un meccanismo comune per mobilitare risorse europee in caso di crisi o conflitti. Da qui la proposta di un “comando spaziale europeo virtuale”, un quadro di cooperazione che permetta agli Stati membri di condividere e utilizzare risorse spaziali in modo coordinato.

Lo Space Act europeo tra semplificazione e mercato

In parallelo, è in discussione anche un vero e proprio Space Act europeo. Secondo l’eurodeputata Elena Donazzan, relatrice del provvedimento, il nuovo quadro normativo dovrà puntare su regole chiare, tempi certi e meno burocrazia, per costruire un autentico mercato europeo dello spazio. L’obiettivo è evitare eccessi regolatori, duplicazioni e centralizzazioni che rischierebbero di frenare imprese, start-up e investimenti in un settore strategico.


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28 Gennaio 2026
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