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OpenAI chiede regole globali per l’intelligenza artificiale e porta il confronto all’ONU

OpenAI chiede una cooperazione globale sui sistemi di IA avanzati mentre il Consiglio di Sicurezza ONU affronta rischi e controllo

OpenAI chiede regole globali per l’intelligenza artificiale e porta il confronto all’ONU

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OpenAI propone standard internazionali per l’IA mentre Sam Altman e DeepSeek portano il confronto sulla sicurezza alle Nazioni Unite

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta spostando il dibattito dalla semplice innovazione tecnologica alla definizione di regole condivise tra governi, aziende e istituzioni internazionali. OpenAI propone che gli Stati Uniti assumano un ruolo guida nella costruzione di standard globali dedicati ai sistemi di IA più avanzati, mentre il tema arriva anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove sono attesi rappresentanti di alcune delle principali aziende del settore.

Standard internazionali per i sistemi di IA più avanzati

La proposta di OpenAI parte dalla convinzione che lo sviluppo dei cosiddetti modelli di frontiera richieda strumenti di valutazione comuni tra diversi Paesi. L’azienda sostiene la necessità di definire criteri compatibili per misurare capacità e rischi dei sistemi, mantenere un significativo controllo umano e stabilire condizioni condivise per rallentare o interrompere lo sviluppo quando determinati livelli di sicurezza non risultino soddisfatti.

L’obiettivo dichiarato non è quindi soltanto quello di regolamentare le applicazioni già disponibili, ma di prepararsi a una possibile nuova fase dell’evoluzione dell’IA. OpenAI ha invitato gli Stati Uniti a promuovere una cooperazione internazionale capace di coinvolgere altri governi e organismi tecnici nella definizione di standard destinati alle tecnologie più potenti.

Il nodo dell’intelligenza artificiale che contribuisce a migliorare altra IA

Uno degli aspetti più delicati riguarda la cosiddetta recursive self-improvement, il miglioramento ricorsivo attraverso il quale sistemi di intelligenza artificiale potrebbero contribuire sempre più direttamente allo sviluppo di generazioni successive di modelli.

OpenAI precisa che un processo completamente autonomo di questo tipo non è attualmente in corso. L’azienda osserva tuttavia che i sistemi di IA stanno già accelerando alcune attività utilizzate dai ricercatori per progettare, testare e migliorare nuovi modelli. Per questo ritiene necessario preparare in anticipo criteri tecnici e meccanismi di controllo adeguati.

Sam Altman porta il confronto al Consiglio di Sicurezza

Il dibattito assume anche una dimensione istituzionale. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha programmato per il 23 settembre 2026 una riunione dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e sicurezza internazionale. Tra gli interventi previsti figura quello del CEO di OpenAI Sam Altman, mentre secondo Reuters sono attesi anche rappresentanti di Anthropic.

Non è la prima volta che il Consiglio affronta l’argomento. Una prima discussione sui rischi dell’intelligenza artificiale si era svolta nel 2023. A distanza di tre anni, però, il contesto tecnologico appare profondamente cambiato, con sistemi capaci di svolgere attività sempre più complesse e con una crescente attenzione internazionale verso sicurezza, controllo e possibili conseguenze geopolitiche.

Anche DeepSeek invitata al confronto delle Nazioni Unite

La discussione non coinvolgerà soltanto le aziende statunitensi. Secondo quanto riferito da Reuters, anche la società cinese DeepSeek è stata invitata a presentare al Consiglio di Sicurezza una valutazione dei rischi collegati all’intelligenza artificiale. Tra le aziende cinesi invitate figurerebbe inoltre Moonshot.

La presenza di imprese provenienti da Stati Uniti e Cina rende il confronto particolarmente significativo. Lo sviluppo dell’IA è infatti diventato contemporaneamente una questione tecnologica, economica e strategica, mentre Washington e Pechino mantengono impostazioni differenti su diversi aspetti della governance internazionale dei sistemi avanzati.

Posizioni differenti tra Washington e Pechino

Il confronto si inserisce anche nel più ampio dibattito politico sulla velocità con cui dovrebbe procedere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Reuters riferisce che il segretario generale dell’ONU António Guterres ha richiamato l’attenzione sui rischi derivanti dalla rapida evoluzione dei sistemi, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto che le misure di sicurezza esistenti siano adeguate e che un eccessivo rallentamento possa favorire la Cina.

Da parte cinese, alcuni media statali hanno criticato le richieste di rallentamento dello sviluppo dell’IA, interpretandole come strumenti potenzialmente utili a mantenere il vantaggio tecnologico statunitense. Si tratta quindi di un confronto nel quale le esigenze di sicurezza si intrecciano inevitabilmente con interessi industriali e strategie internazionali.

La sicurezza dell’intelligenza artificiale diventa una questione globale

La discussione aperta da OpenAI mette in evidenza un problema destinato probabilmente ad accompagnare l’evoluzione dell’IA nei prossimi anni. Le tecnologie più avanzate vengono sviluppate da aziende private, ma le loro possibili conseguenze possono superare rapidamente i confini nazionali.

Per questo il tema degli standard internazionali per l’intelligenza artificiale sta assumendo un peso crescente. La sfida sarà trovare strumenti capaci di garantire sicurezza e controllo senza trasformare le regole in barriere tecnologiche o commerciali. Il confronto alle Nazioni Unite rappresenta quindi un nuovo passaggio di una discussione che ormai riguarda non soltanto laboratori e aziende tecnologiche, ma direttamente governi e istituzioni internazionali.

Fonte
OpenAI, Reuters, Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.


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23 Settembre 2026
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