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Physical AI, la nuova intelligenza artificiale che porta il digitale dentro l’industria

Siemens, Ferrari e Pirelli raccontano come l’AI fisica stia trasformando prodotti, processi e competenze nelle imprese

Physical AI, la nuova intelligenza artificiale che porta il digitale dentro l’industria

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La Physical AI porta l’intelligenza artificiale nelle fabbriche e cambia progettazione, produzione e competitività industriale

La Physical AI sta cambiando il rapporto tra intelligenza artificiale, produzione industriale e progettazione dei prodotti. Non si tratta più di un’ipotesi da osservare a distanza, ma di una tecnologia già entrata nelle fabbriche, nei processi di sviluppo e nei modelli organizzativi delle imprese più innovative.

Il tema è stato al centro della terza edizione dei Siemens Tech Talks, appuntamento organizzato a Casa Siemens, a Milano, dove aziende, partner e protagonisti dell’industria si sono confrontati sull’integrazione sempre più stretta tra mondo fisico e digitale. Un passaggio che riguarda la competitività, la sicurezza e la capacità di innovare del sistema produttivo.

Quando l’intelligenza artificiale entra nel mondo reale

La Physical AI rappresenta l’evoluzione dell’intelligenza artificiale quando non si limita più ad analizzare dati o generare contenuti, ma interviene direttamente su macchine, impianti, reti energetiche e sistemi produttivi. In questo scenario, il digitale non resta separato dalla realtà industriale, ma diventa parte attiva del funzionamento delle fabbriche.

Floriano Masoero, CEO di Siemens Italia, ha descritto questo passaggio come una trasformazione già in corso. Secondo il manager, quando l’intelligenza artificiale entra nel mondo fisico assume il ruolo di una forza concreta, capace di controllare ambienti complessi. Proprio per questo deve essere progettata con criteri rigorosi di affidabilità, sicurezza e responsabilità.

Fabbriche più intelligenti e processi più sicuri

L’applicazione dell’intelligenza artificiale fisica nei contesti industriali consente di rendere più efficiente la gestione degli impianti, migliorare la qualità dei processi e anticipare eventuali criticità. La fabbrica diventa così un ambiente più connesso, dove dati, automazione e simulazioni lavorano insieme.

Questo modello permette alle imprese di intervenire prima che un problema si manifesti, ottimizzare tempi e risorse, ridurre sprechi e aumentare la precisione delle decisioni. Non è soltanto una questione tecnologica, ma anche organizzativa, perché cambia il modo in cui ingegneri, tecnici e responsabili di produzione leggono e governano l’intero ciclo industriale.

Il caso Ferrari tra progettazione 3D e digital twin

Tra le realtà che stanno già utilizzando queste soluzioni c’è Ferrari, per la quale la tecnologia virtuale è diventata uno strumento essenziale per anticipare lo sviluppo delle vetture. Gianmaria Fulgenzi, Chief Product Development Officer, ha spiegato che il digitale aiuta a prevedere scenari futuri e a migliorare le scelte progettuali.

Oggi non si lavora soltanto sulla rappresentazione tridimensionale delle forme, ma anche sul digital twin, cioè una replica digitale della vettura. Questo modello consente di simulare comportamenti, prestazioni e condizioni di utilizzo prima ancora del simulatore fisico e, successivamente, del test su strada. Una catena di verifiche che rende più accurato il passaggio dall’idea al prodotto finale.

Il valore della simulazione nella produzione

La simulazione digitale non serve solo alla progettazione del prodotto, ma diventa fondamentale anche nella produzione. Poter verificare in anticipo processi, componenti e possibili variabili consente alle aziende di ridurre errori, migliorare l’efficienza e rendere più fluido il lavoro in fabbrica.

Nel caso di un settore ad altissima precisione come quello automobilistico, la possibilità di collegare progettazione, simulazione e produzione rappresenta un vantaggio decisivo. La Physical AI aiuta a creare un percorso più continuo tra chi disegna, chi testa e chi realizza concretamente il prodotto.

Una tecnologia utile anche alle piccole e medie imprese

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai Siemens Tech Talks riguarda il ruolo delle piccole e medie imprese. La Physical AI non viene presentata come una tecnologia riservata solo ai grandi gruppi industriali, ma come una leva potenzialmente accessibile anche alle aziende di dimensioni più contenute.

Secondo Masoero, le grandi imprese come Ferrari e Pirelli hanno già costruito modelli digitali che accompagnano l’intero percorso, dall’ideazione del prodotto fino alle attività operative. Tuttavia, questo approccio può diventare un riferimento anche per le Pmi, aiutandole a crescere in competenze, capacità di analisi e qualità dei processi.

L’intelligenza artificiale come acceleratore di competenze

Per le imprese più piccole, l’intelligenza artificiale può rappresentare un modo per colmare più rapidamente alcuni divari strutturali. Strumenti di simulazione, analisi predittiva e automazione intelligente permettono infatti di accedere a capacità che in passato richiedevano risorse, team e infrastrutture molto più complesse.

Anche Ferrari ha evidenziato questo aspetto, sottolineando come l’intelligenza artificiale possa aiutare le Pmi a scalare più velocemente. In pratica, la tecnologia può rendere disponibili competenze avanzate anche dove non sarebbe semplice costruire internamente strutture dedicate.

Creatività e lavoro umano al centro della trasformazione

La visione di Pirelli introduce un ulteriore elemento, il rapporto tra intelligenza artificiale e creatività. Per l’azienda, l’AI non va interpretata soltanto come uno strumento di automazione, ma come una nuova rivoluzione capace di liberare le persone dalle attività più ripetitive.

Daniele Petecchi, Global Head of Data, AI and R&D Solutions, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale possa diventare uno stimolo alla creatività, lasciando più spazio al contributo umano nelle fasi in cui servono intuizione, esperienza e capacità progettuale. In questo scenario, le grandi aziende possono fare da guida, offrendo modelli e competenze utili anche alle realtà più piccole.

Una leva per la competitività industriale italiana

Per Siemens, la Physical AI può diventare uno strumento importante per rafforzare la competitività del sistema industriale italiano. L’obiettivo non è sostituire il lavoro umano, ma liberare tempo e risorse per attività a maggiore valore aggiunto.

In particolare, la tecnologia può aiutare ingegneri e tecnici a concentrarsi su ciò che rappresenta uno dei punti di forza del made in Italy industriale, la capacità di innovare. Meno tempo assorbito da attività ripetitive e più spazio alla progettazione, alla sperimentazione e alla qualità delle soluzioni.

Il futuro dell’industria passa dall’integrazione

Il messaggio emerso dall’incontro milanese è chiaro, il futuro dell’industria dipenderà sempre di più dalla capacità di integrare mondo fisico e digitale. La Physical AI non è una tecnologia isolata, ma un ecosistema che unisce dati, automazione, simulazione, sicurezza e competenze umane.

Per grandi gruppi e Pmi, la sfida sarà comprendere come adottare questi strumenti in modo concreto, sostenibile e coerente con le proprie esigenze. La direzione appare già tracciata, fabbriche più intelligenti, prodotti progettati con maggiore precisione e persone più libere di dedicarsi all’innovazione.


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01 Luglio 2026
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